Testo 17 Dic 37 note Figlie di madri stronze

Il venerdì se vivi a Roma sai che la tua sveglia deve essere anticipata rispetto all’orario classico almeno di una buona mezz’ora e il motivo è sempre lo stesso: un fantomatico sciopero che ti porterà a vivere un’esperienza ai confine della realtà. Prendere la metro alle otto del mattino. Insieme ai liceali. 

Ovviamente anche quest’ultimo venerdì la storia si è ripetuta. Ma con una piccola variante sullo schema classico che in genere mi porta a dire che non farò mai figli se poi il risultato sarà crescere degli stronzi.

Ero in piedi che cercavo di leggere "Correndo con le forbici in mano" quando ho sentito pronunciare queste parole: "Vedi? La gente legge. Solo mia madre non capisce!"

Ho spostato un poco lo sguardo a sinistra del libro e sotto di me, sedute, ho visto due ragazzine sui quindici anni.

Quella che aveva appena pronunciato quella frase guardando il mio libro aveva i capelli neri, corti, rasati da un lato. Un trucco scuro che le faceva brillare ancora di più, se possibile, gli occhi verdi e un sorriso triste.

Ho smesso di leggere ed ho cominciato a sentire il suo racconto. Ovviamente continuando a girare le pagine del mio libro ad un ritmo costante per non farmi vedere. Ovviamente ho finto malissimo.

La ragazzina ha abbassato lo sguardo sullo zaino e arrotolando nervosamente il portachiavi pieno di tutto, tranne di chiavi, ha cominciato a raccontare all’amica l’ultima litigata con la madre.

La scuola non le piaceva. Non le piaceva stare ferma sei ore in classe, non le piacevano i suoi compagni. E così finiva per perdersi guardando fuori dalla finestra. I voti erano bassi. La professoressa di italiano le ripeteva che doveva leggere una serie di cose, le stesse che quaranta anni prima avevano fatto leggere a lei, perché quelle erano le uniche basi solide dalle quali partire.

La ragazzina non capiva. Trovava folle l’idea che si dovesse partire per forza da qualcosa di vecchio.

Così finiva per comprare altri libri: "Io adoro leggere. Spendo tutti i miei soldi in libri. Ma ora che mia madre se n’è accorta non mi da più soldi. Ieri m’ha detto: Che cazzo ce devi fa co tutti stì libri? Mica ce magnamo coi libri Verò, svegliate!”

E di colpo mi sono ritrovata a pensare che io alla sua età odiavo leggere. Fino a quando la mia professoressa di italiano del liceo provò a convincerci, tutti, che leggere ti porta altrove. E ci consigliò "I pilastri della terra". Un libro di quasi mille pagine fitte fitte che solo a guardalo in classe i vaffanculo cominciarono a volare allo steso ritmo del cancellino durante la pausa.

Ma lei incurante disse a 30 quindicenni scatenati: "Leggete le prime 50 pagine. Se vi farà schifo avrete buttato 10.000 lire. E comunque ragazzi, se non volete leggere questo, leggete altro, qualunque altra cosa, l’elenco del telefono o le ricette del dottore, se riuscite a capire la calligrafia dei medici, ma leggete. Vi salverà nei momenti peggiori."

Su trenta ne convinse venti. Me compresa.

Il risultato fu che passai le vacanze di Natale girando per casa in tuta spostandomi dal divano al tavolo vicino al caminetto e dal caminetto al letto senza riuscire a staccarmi da quelle pagine. 

Il sei gennaio invece della classica calza, che i miei ancora mi fanno, trovai quattro calzini lunghissimi di papà con dentro incastrati tutti ma proprio tutti, i libri di Ken Follett.

Mio padre non sapeva cosa avesse scritto di tanto bello quel tizio ma era comunque riuscito a farmi leggere tenendomi buona per 15 giorni. Andava premiato. 

Perché forse coi i libri non ci mangi, come dice la madre di Veronica, ma come disse la mia prof. spesso i libri finiscono per salvarti nei momenti peggiori.

E quindi questo non vuole essere uno spot pro Ken Follett, che ha scritto anche delle cagate spaziali, ma vuole essere uno spot pro figlie di madri stronze.

Perché anche loro forse hanno una possibilità.
O almeno questo oggi mi piace credere e sperare. 
Per Veronica. E per tutte le altre.

Qui troverete altri racconti.
 

  1. onepercentaboutanything ha rebloggato questo post da ze-violet
  2. aliceindustland ha rebloggato questo post da solodascavare
  3. betulla ha rebloggato questo post da solodascavare
  4. iamendriu ha rebloggato questo post da solodascavare
  5. misantropo ha rebloggato questo post da solodascavare e ha aggiunto:
    L’impoverimento economico che porta all’impoverimento culturale. Verò, fatti la tessera della biblioteca finché esistono...
  6. ze-violet ha rebloggato questo post da solodascavare
  7. solodascavare ha rebloggato questo post da dtempesta e ha aggiunto:
    l venerdì se vivi a Roma sai che la tua sveglia deve essere anticipata rispetto all’orario classico almeno di una buona...
  8. postato da dtempesta

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