Mi regalarono due paperelle. Vere. Di quelle che si vincevano alle fiere facendo giochi stupidi. Ricordo che avevo tre anni perché mia sorella sarebbe nata dopo qualche mese. Il giorno successivo sarei partita con i miei genitori per un viaggio. Lo ricordo bene perché mia madre era indaffarata a preparare le valigie così, per evitare che fossi d’intralcio con la mia irrefrenabile voglia di giocare e rompere tutto, mi mise sul terrazzo con le due paperelle.
Ricordo che faceva caldo quindi mi mise all’ombra, in mutande e mi riempì una bacinella d’acqua con la quale, disse, mi sarei potuta divertire.
Ora, c’è da fare una piccola digressione. I miei sono sempre stati fissati con gli animali e all’epoca il loro programma cult non poteva che essere Quark. Lo vedevamo tutti insieme in sala da pranzo. Io lo guardavo distrattamente mentre facevo i disegni per terra.
Sta di fatto che quel giorno, mentre ero fuori in terrazzo a far casino con l’acqua mi ricordai di quel programma. O meglio, mi tornò in mente un’immagine precisa: i pinguini. A distanza di tempo credo che mi rimasero impressi perché erano buffissimi mentre camminavano ciondolanti e agilissimi nell’acqua. Quel vago ricordo però fece scattare qualcosa nel mio cervello. Presi le paperelle una alla volta e le misi nella bacinella. Le facevo nuotare facendo lo stesso movimento che avevo visto fare a mio cugino con il suo camion in miniatura. Più nuotavano più io mi divertivo. Deve essere stato in quel momento che ho pensato che anche loro si sarebbero volute divertire tantissimo come i pinguini. In fondo, tutte bagnate, ci somigliavano pure. Così le presi, una per ogni mano, e le feci immergere rapidamente. Come i pinguini. E poi risalire. Poi immergere e poi risalire. E così non so per quanto tempo. Fino a che il gioco finì. Nel senso che mi accorsi che le paperelle non collaboravano più. Entrai in casa dicendo che le papere si erano addormentate e che volevo dormire pure io. Mia madre uscì in terrazzo, rientrò e mi mise a letto.
-Tutto questo per dire che mia madre forse aveva esagerato con il numero di bagagli. Io, di contro, viaggio leggera.
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postato da dtempesta